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Città del Vaticano – Papa Francesco dopo l’incidente in piazza san Pietro con la donna asiatica alla quale ha assestato due sonori schiaffetti sulla mano, perdendo la pazienza perchè lo stava strattonando, è tornato tra la folla e, di nuovo, si è trovato a gestire l’entusiasmo eccessivo di una suora africana che gesticolava con grande energia dietro le transenne. Solo che stavolta il Papa ha reagito diversamente, sfoderando ironia, probabilmente memore del can can provocato dal precedente episodio. Osservando la donna Francesco le ha detto: «ma io ho paura. Tu mordi». La suora naturalmente ha fatto di no con il capo, continuando a tenere le braccia protese verso Francesco. «Io ti do un bacio ma tu stai tranquilla eh? Non mordere».

Così il Papa si è avvicinato alla suora che ha abbracciato e baciato. Dietro di lui, a pochi centrimetri, c’erano il capo delle Guardi Svizzere (presente anche la sera del 31 dicembre in piazza san Pietro) e il nuovo comandante della Gendarmeria, Gianluca Gauzzi che hanno osservato la scena un po’ perplessi.

L’ingresso del Papa nell’aula Paolo VI dove si è tenuta l’udienza generale del mercoledì, è stato salutato dal solito bagno di folla, solo che stamattina i suoi uomini di scorta sembravano marcare il Papa in modì più stretto, cercando di scoraggiare con la loro presenza tutti i fedeli che dietro le transenne di legno ogni volta cercano di acchiappare il pontefice per la manica e trascinarlo a sè per un saluto, una benedizione o un selfie.

Più tardi, durante l’udienza, il Papa ha commentato alcuni passi tratti dagli Atti degli Apostoli. «Paolo ci insegna a vivere le prove stringendoci a Cristo, per maturare la convinzione che Dio può agire in qualsiasi circostanza, anche in mezzo ad apparenti fallimenti e la certezza che chi si offre e si dona a Dio per amore, sicuramente sarà fecondo». Ricordando il naufragio di San Paolo a Malta, il pontefice ha lanciato un appello ai naufraghi di oggi, i migranti che attraversano il Mediterraneo per approdare sulle coste europee. «Chiediamo oggi al Signore di aiutarci a vivere ogni prova sostenuti dall’energia della fede; e ad essere sensibili ai tanti naufraghi della storia che approdano esausti sulle nostre coste, perché anche noi sappiamo accoglierli con quell’amore fraterno che viene dall’incontro con Gesù. È questo che salva dal gelo dell’indifferenza e della disumanità».

 

Il Messaggero